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2020 / Daily life / Lifestyle / Mental health

Introvert struggles: patata da divano o animale da festa?

Quando avevo tredici o quattordici anni aspettavo l’arrivo dei miei diciotto anni con un’ansia quasi febbrile, pensavo che una volta raggiunta la maggiore età sarei stata libera di fare tutto ciò che mi pareva, feste a non finire, viaggi in tutto il mondo e una vita spericolata degna di Vasco Rossi oppure avventure mondane alla Carrie Bradshaw. Be’, così non è stato. Non appena concluso l’esame di maturità, prima di cominciare l’università, iniziai a lavorare in un negozio di un pazzo schiavista che pensava di poter guadagnare quanto un broker di Wall Street vendendo camicie a quadretti ai turisti tedeschi di passaggio. Io non le avrei indossate nemmeno sotto tortura. Mi chiedevo come un pout-pourri di palme hawaiane e cespugli del Fantabosco facesse a starci su una camicia slim fit, ma evidentemente tutto è possibile. Non fu l’estate più felice della mia vita.

Prima di compiere diciotto anni pensavo che quella data avrebbe segnato l’inizio di una nuova era, costellata da party, feste indimenticabili e sabati sera folli. Devo precisare che vengo da una cittadina sperduta nelle Alpi e da noi “discoteca”, in realtà, è una descrizione alquanto audace. Se ordini un Cosmopolitan ti piazzano davanti al naso una grappa ai mirtilli e ti dicevano “Parla come mangi”. Il massimo della sciccheria, però, sono le mise delle ragazze e dei ragazzi: mai nella mia vita ho visto degli abbinamenti così stravaganti di stampe animalier, leggins in similpelle, tacchi coperti di borchie, scarponcini da montagna e tute da lavoro. Ecco, tutta questa allegra combriccola di personalità alquanto bizzarre era il mio pubblico durante i pianti disperati che seguivano sbronze tristissime e ogni volta sembravo il Joker in punto di morte.
Dopo un susseguirsi di amicizie sbagliate e frivole, ho capito che in realtà a me uscire non è che piaccia più di tanto. E anche fare amicizia mi riesce alquanto difficile. Ci sono molteplici ragioni di varia natura che m’impediscono di socializzare come i miei coetanei:

1. Una volta sdraiata su una qualunque superficie soffice e munita di coperte non mi smuoverebbe da suddetta superficie nemmeno un’apocalisse zombie.
2. Odio lo small talk e non me ne importa un fico secco della nuova pettinatura della cugina del salumiere del vicino di casa.
3. Più invecchio e più mi infastidiscono determinati rumori: fischietta, striscia i piedi sull’asfalto o sul pavimento o tira su col naso davanti a me se vuoi vedere la mia trasformazione da dolcissima creatura a Crudelia De Mon in una frazione di secondo (Hulk, levati).
4. Secondo me la musica che si sente alla radio o in discoteca al giorno d’oggi è una sorta di replica della maledizione di Montezuma e se ascoltata spesso e a volume troppo elevato può causare un cancro alle orecchie terminale.
5. Praticamente ogni volta che ascolto i discorsi delle persone intorno a me, che sia in treno, al supermercato o nella sala d’attesa del dentista, perdo quel briciolo di fiducia nell’umanità che mi era rimasto. Siamo sicuri che gli esseri umani siano poi così intelligenti come crediamo?
6. Se, per una volta, conosci una persona che ti è simpatica, non ascolta il reggaeton e non sostiene Salvini (criteri molto importanti per la sottoscritta), è sicuramente no-vax. O no-mask. O mangia la pizza con l’ananas (fenomeno abbastanza comune per chi, come me, bazzica in territori austroungarici o anglosassoni).

Sono forse un tantino selettiva, direte voi. E invece no, perché poi faccio fatica a mettere dei paletti e a dire di no nella vita quotidiana e mi ritrovo con una signora che per strada mi racconta del suo amante perché “ispiro fiducia”. È difficile fare amicizia se non ami uscire e se i tuoi hobby o i tuoi gusti non sono esattamente mainstream, ma anche se vorresti semplicemente avere qualcuno con cui parlare sia di frivolezze che di temi più profondi, perché alle persone, generalmente, non piace molto starti a sentire, soprattutto se il discorso non riguarda loro. Quante volte mi è capitato di ascoltare per ore, ma che dico!, per mesi la stessa storia, dare innumerevoli consigli e non sentirmi mai chiedere “Come stai?” in maniera realmente interessata? Spesso.
Se non si ha voglia di uscire e socializzare con mille persone diverse, capita di venire etichettati come “noiosi” o “vecchi”. Ogni tanto mi sento un po’ sola: è vero che mi piace molto trascorrere del tempo with me, myself and I, passeggiare e riflettere in santa pace, ma è anche vero che sarebbe bello avere più persone intorno a sé sulla stessa lunghezza d’onda.
Alcuni sono fortunati e ne trovano un paio. Altri, invece, non ci riescono nemmeno cercando per anni.
Forse dopo il lockdown inizierò di nuovo ad assaporare i piaceri della giovialità. O forse adotterò dieci gatti e diventerò un’eremita, chi lo sa.
In ogni caso, bisogna essere se stessi se si vuole essere felici, anche se questo implica rinunciare a un sabato sera scatenato e rimanere sotto le coperte ad accarezzare il gatto e a drogarsi di Netflix.
(Se iniziate a uscire dal letto solo per andare ad espellere i liquidi in eccesso e riscaldare la pizza Bella Napoli surgelata comprata tre mesi fa, però, forse è meglio farsi una doccia, prendersi una boccata d’aria e fare due chiacchiere con un altro essere umano).

E voi, invece, siete degli animali da festa o delle patate da divano come me? E che cosa fate per conoscere gente nuova?

Foto in evidenza: (C) Jon Tyson

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6 Comments

  • Fra Bernardo de la Fiasca
    Novembre 23, 2020 at 8:13 pm

    Benvenuta tra noi Pastafariani! Che per me vuol dire: adulto, responsabile, empatico, tollerante, gentile come un pirata e pronto alla risata dissacrante.

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  • Simy
    Novembre 23, 2020 at 8:23 pm

    Io sono stata un animale da festa quando avevo meno anni e più energie…ma le feste dopo un pó sono tutte uguali e diventano assolutamente anonime.Ora che non ho più anni e meno energie, apprezzo molto la dimensione rallentanra da” patata da divano” Una situazione di ricchezza umana (e dunque di socialità costruttiva) però a cui spero non dover mai rinunciare a prescindere da età o energia è il VIAGGIO. Viaggiare non è solo conoscere gente nuova e far quattro chiacchiere, un viaggio è un susseguirsi di incontri che non dimentichi mai più.

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  • Ashley
    Novembre 24, 2020 at 12:23 pm

    I admit that I am much older than you but it is still very nice to be ‘in my own company’ but never all the time. I have always had an interest in nature and so being in a local wildlife group is good for mixing with like-minded people although some would not be natural companions. You must make allowances for others! Otherwise, life will just be one long me, me, me! 😊🙏

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    • Camilla Vai
      Novembre 30, 2020 at 6:51 pm

      Hi Ashley, that’s a good point! I think it’s important to listen to different opinions and points of view, but if you find like-minded people life will actually be better! The only problem is that this whole process can be lonely and kind of exhausting at times. But yes, you’re right, I’ll try more 🙂 how are you doing?

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  • Gabriella Caiazza❀
    Novembre 26, 2020 at 2:57 pm

    Io sono piuttosto selettiva. Per carità, è sempre bello fare due passi con i propri amici e ridere di qualche stupidaggine, ma poi capisco che mi piacerebbe avere accanto qualcuno con cui parlare di musica (di quella vera😉) o dei miei scrittori preferiti, con cui poter intavolare un discorso che può essere davvero definito tale.
    Ma forse pretendo troppo, chi lo sa, in fondo viviamo sempre in una società che ritiene che Fedez sia un artista e che, se nomini Frank Sinatra, arriccia subito il naso.
    Preferirei mille volte rimanere sul mio divano a leggere o a guardare la mia serie tv preferita piuttosto che “divertirmi” in discoteca…questo fatto che il divertimento debba per forza comprendere balli sfrenati e musica a tutto volume, poi, proprio non lo capisco.
    Preferirei di gran lunga ascoltare Ella Fitzgerald mentre discuto con quei pochi (ma buoni) amici dei prossimi libri da aggiungere alla nostra collezione, se proprio devo essere sincera.

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    • Camilla Vai
      Novembre 30, 2020 at 6:49 pm

      Grazie per il tuo commento e per aver condiviso la tua opinione! 🙂 La penso anche io più o meno come te… riguardo a Fedez o personaggi simili, a me personalmente non piace proprio la sua musica e nemmeno il suo stile, però immagino che sia un “business man” abbastanza talentuoso, altrimenti probabilmente non avrebbe tutto questo successo. Oppure hanno tutti semplicemente dei gusti musicali terribili! 😀 Penso che sia difficile accettare la propria “introversione” o comunque accettare di essere un po’ diversi dalla massa perché è più frequente sentirsi soli e stringere amicizi è più faticoso, però alla fine essere se stessi ripaga! 🙂 Buona serata cara!

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